Neuroetica e neuroetica clinica

Cos’è la neuroetica?

La neuroetica è un campo di ricerca recente che tratta questioni etiche nell’ambito delle neuroscienze. Sono proprio i recenti progressi nelle neuroscienze ad aver determinato la necessità di interrogarsi sulle relazioni fra le osservazioni neuroscientifiche e le questioni etiche, portando alla nascita della neuroetica.

I temi trattati dalla neuroetica sono numerosi e lo stesso termine presenta due diversi accezioni, proposte per la prima volta da Adina Roskies: la neuroetica è sia etica delle neuroscienze che neuroscienza dell’etica.

L’etica delle neuroscienze tratta problemi etici nelle neuroscienze legati alle nuove forme di intervento sul cervello, mentre la neuroscienza dell’etica tratta meccanismi neurali relativi a temi etici e cerca di spiegare la base neurale delle scelte etiche dell’individuo e della società.

Non si può definire un limite netto fra le due accezioni della neuroetica, dal momento che per una visione completa della maggior parte dei temi trattati bisogna individuare aspetti sia nel campo della neuroscienza dell’etica che in quello dell’etica delle neuroscienze.

A causa della vastità dell’argomento, non è possibile trattare tutte le sfumature di questi campi di studio, ma ci si focalizzerà sulla neuroetica clinica, analizzando l’applicazione delle recenti conquiste neuroscientifiche e neurotecnologiche alle malattie psichiatriche e neurologiche.

Neuroetica clinica

La neuroetica clinica riguarda l’applicazione della bioetica nell’ambito delle patologie neurologiche e del trattamento di queste. Il punto di partenza di questa disciplina è ovviamente la bioetica clinica tradizionale, la quale è chiamata a confrontarsi con le nuove tecnologie introdotte e con le conquiste fatte negli ultimi anni nel campo delle neuroscienze.

La bioetica clinica nasce per studiare gli aspetti etici dei trattamenti, per proteggere i pazienti da comportamenti non corretti da parte dei medici e per garantire loro il fondamentale diritto ad autodeterminarsi.

Nell’ambito delle neuroscienze lo studio etico diviene ancora più importante, considerando che la psichiatria e la neurologia hanno spesso proposto, con frequenza sicuramente maggiore rispetto ad altre specializzazioni mediche, sperimentazioni e pratiche terapeutiche discutibili.

A questo si aggiunge la tipologia di pazienti, che in buona parte dei casi non sono in grado di esercitare il loro diritto all’autodeterminazione ed è al medico che spetta il compito di agire nel miglior interesse del paziente.