
Il telefono è quasi scarico e non hai il caricabatterie, oppure sei appena uscito di casa e ti sei accorto di averlo dimenticato. Per molte persone questi sarebbero dei semplici inconvenienti, per altre persone invece l’idea di non poter utilizzare lo smartphone potrebbe essere la causa dell’insorgenza di ansia, la quale spesso si rivela molto difficile da controllare.
La paura di restare senza cellulare viene chiamata in termine tecnico nomofobia. questo approfondimento vediamo insieme di cosa si tratta e come fare a distinguere una semplice abitudine a un utilizzo frequente del cellulare dall’ansia di non poterlo avere con sé.
Nomofobia: che cos’è?
La parola nomofobia nasce dall’espressione inglese no mobile phone phobia. Questo termine viene usato per descrivere il timore di restare senza cellulare o più in generale di non poter essere contattati, trovandosi quindi isolati dal resto del mondo.
La nomofobia non riguarda necessariamente il telefono in sé. Spesso a preoccupare può essere ciò che la sua assenza comporta: l’individuo teme di poter perdere una comunicazione importante da parte di amici, familiari o colleghi di lavoro, oppure teme di non riuscire a cercare un’informazione. L’ansia può derivare anche dal timore di non poter più avere accesso alla vita online, perdendo anche in questo caso aggiornamenti e informazioni ritenute importanti.
Al giorno d’oggi tutti noi affidiamo allo smartphone molte attività quotidiane, il cellulare è diventato parte integrante della nostra vita. Nella società moderna è dunque comprensibile avere una certa preoccupazione quando il cellulare è scarico, non funziona o lo abbiamo dimenticato a casa.
L’uso quotidiano dello smartphone non è di per sé un problema. Ciò su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere è se siamo davvero in grado di staccarci dal cellulare senza avvertire ansia. Se l’impossibilità di accedervi genera un disagio marcato e limita le nostre scelte, vale la pena approfondire.
Come capire se il rapporto con il telefono è problematico
Come detto in precedenza, l’uso quotidiano del cellulare non rappresenta per forza un problema. Controllare una notifica non è di per sé un segnale d’allarme. Può diventarlo il bisogno di verificare ripetutamente lo schermo anche quando non c’è un motivo preciso, oppure l’agitazione che compare appena il telefono non è disponibile.
La nomofobia porta alcune persone ad avere sempre a portata di mano un caricabatterie, evitano luoghi senza campo o fanno fatica a spegnere il dispositivo, anche per poco tempo. L’ansia può accompagnarsi a irritabilità e sintomi fisici, come sudorazione o battito accelerato. L’ansia può rendere anche difficile prendere sonno o portare a frequenti risvegli notturni. Si consiglia per approfondire la lettura dell’articolo sui cibi per dormire meglio.
Per capire se il rapporto con il cellulare può diventare problematico si può provare a rispondere ad alcune domande. Il controllo del cellulare interrompe spesso conversazioni o attività? La preoccupazione di restare disconnessi rende difficile concentrarsi o riposare? Se a queste domande le risposte sono affermative è utile approfondire per capire come il rapporto con lo smartphone può essere migliorato.
Cosa fare per ritrovare un equilibrio?
Puoi iniziare notando in quali momenti cerchi il telefono e che cosa provi prima di prenderlo in mano. Ti serve davvero o stai cercando di placare la noia o una preoccupazione? Da qui puoi provare piccoli cambiamenti: disattivare le notifiche non necessarie, dedicare piena attenzione a un’attività alla volta e lasciare il telefono da parte per intervalli brevi e realistici. L’obiettivo non è eliminare del tutto l’uso del cellulare, ma recuperare la possibilità di scegliere quando usarlo.
Se stare senza smartphone provoca un’ansia intensa o interferisce con relazioni, studio, lavoro e sonno, parlarne con uno psicologo o uno psicoterapeuta può aiutare a capire che cosa alimenta il disagio e come affrontarlo.
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