Acrocianosi

Tra le manifestazioni vascolari che interessano gli arti rientra l’acrocianosi, un disturbo che riguarda prevalentemente la popolazione femminile e che può causare una sensazione di disagio, fino ad associarsi al dolore nelle forme più avanzate. Informarsi su questa manifestazione vascolare è utile per conoscerne le cause e la sintomatologia, ma anche per venire a conoscenza delle strategie che si possono adottare per tentare di risolvere il problema.

Cos’è l’acrocianosi?

Prima di tutto bisogna partire con lo spiegare cos’è l’acrocianosi. Si tratta di un’arteriopatia periferica funzionale che si caratterizza per la comparsa di una colorazione bluastra che interessa entrambe le mani e che in alcuni pazienti può riguardare anche le estremità degli arti inferiori.

Questa manifestazione vascolare ha una prevalenza maggiore nel sesso femminile, ma può interessare anche i pazienti di sesso maschile. Nella maggior parte dei pazienti non si ha un’associazione con l’arteriopatia ostruttiva, ma il meccanismo patogenetico alla base è il vasospasmo.

Quali sono le cause dell’acrocianosi?

Dopo aver definito di cosa si tratta, è interessante approfondire le cause dell’acrocianosi. Al momento non si hanno in realtà numerose informazioni circa le possibili cause alla base di questa manifestazione vascolare, sono stati condotti infatti pochi studi e la ricerca scientifica non sembra essere particolarmente interessata al fenomeno. Ciò deriva dalla consapevolezza che si tratta di un disturbo con una prognosi estremamente favorevole, che porta dunque a far rivolgere altrove l’attenzione dei ricercatori.

Ad oggi sono state poste due ipotesi patogenetiche, che vedremo insieme di seguito per farci un’idea dei possibili meccanismi scatenanti questa manifestazione vascolare. Saranno comunque necessari ulteriori studi per confermare queste ipotesi, o per individuarne di nuove.

La prima ipotesi è definita ipotesi emoreologica e fa riferimento ad alterazioni del sangue che determinerebbero la comparsa della particolare colorazione delle estremità degli arti superiori e talvolta delle estremità degli arti inferiori e del volto. In realtà molti ricercatori credono che le alterazioni ematologiche siano dovute alla stasi del sangue e che dunque queste alterazioni, seppur presenti nel meccanismo patogenetico dell’acrocianosi, non siano la causa scatenante del fenomeno.

La seconda ipotesi chiama in causa invece la disregolazione neurovegetativa. Alla base della manifestazione vascolare ci sarebbe un’alterazione del controllo della temperatura corporea dovuta ad una disregolazione dell’attività ipotalamica. La percezione da parte dell’ipotalamo di una temperatura corporea ridotta porterebbe ad un ipertono simpatico, che sarebbe alla base del vasospasmo dei vasi periferici, il quale sarebbe poi alla base della colorazione bluastra assunta dalle estremità degli arti.

Quali sono i principali sintomi dell’acrocianosi?

Per conoscere meglio questa manifestazione cutanea bisogna parlare anche dei sintomi dell’acrocianosi. Il segno principale è rappresentato appunto dalla colorazione bluastra che abbiamo descritto in precedenza e che coinvolge le mani bilateralmente. In alcuni pazienti questa colorazione può comparire bilateralmente anche ai piedi o al volto.

Modificando la posizione degli arti non si notano cambiamenti nella colorazione da loro assunta. Andando invece ad effettuare una compressione sulla zona cianotica si osserva la comparsa di colorito biancastro nella zona in cui viene esercitata la pressione e successivamente un lento recupero della colorazione cutanea fisiologica nella stessa area.

Nella maggior parte dei pazienti non si ha dolore, ma è possibile che nelle forme più avanzate i pazienti lamentino anche una sensazione dolorosa localizzata a livello delle articolazioni delle dita. In questo caso si può parlare di poliartralgia vasomotoria, condizione che coinvolge la sinovia delle articolazioni delle dita delle mani e talvolta delle dita dei piedi.

Lo spasmo dei vasi periferici porta ad una situazione di ipotermia locale, che viene avvertita dai pazienti come sensazione di freddo alle estremità. Questo è un sintomo molto frequente, la quasi totalità dei pazienti segnala infatti questa sensazione di freddo, che talvolta può diventare molto sgradevole.

Cura dell’acrocianosi: soluzioni naturali e terapia

Prima di parlare della cura dell’acrocianosi è bene ricordare che si tratta di un fenomeno vascolare benigno e con prognosi estremamente favorevole. Ciò non significa che non si debba intervenire per migliorare la situazione, ma piuttosto che sarebbe inopportuno utilizzare delle terapia potenzialmente dannose per eliminare un fenomeno che nella stragrande maggioranza dei pazienti non ha conseguenze cliniche di rilievo.

Per evitare il manifestarsi di questo disturbo si può ricorrere a delle strategie per proteggersi dal freddo. L’abbassamento della temperatura determina infatti fisiologicamente un vasospasmo, il quale risulta aumentato ed inizia ad una temperatura ambientale più alta nei soggetti che soffrono di acrocianosi. Un ottimo metodo per proteggersi dal freddo consiste nell’indossare abbigliamento biofunzionale contro l’acrocianosi ed il fenomeno di Raynaud. Questo approccio non farmacologico garantisce dei benefici a molti pazienti e spesso evita di dover ricorrere ai farmaci per contenere la manifestazione vascolare di cui stiamo parlando.

In alcuni pazienti può essere utile invece intervenire con una terapia farmacologica. Tra le molecole più utilizzate si ricordano gli alfa litici ed i calcio antagonisti. Prima di avviare una terapia farmacologica è necessario rivolgersi al proprio medico curante, che saprà dare indicazioni precise sul farmaco da utilizzare e che aiuterà a stabilire se la terapia farmacologica sia effettivamente necessaria.

Acrocianosi: cos’è, cause, sintomi e cura

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